Punture di insetti e reazioni: ne parliamo con l’allergologa

L’estate come ogni anno porta con sé quei fastidiosi e piccoli animaletti che tormentano grandi e piccini durante la bella stagione. Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Cristiana Alonzi, Allergologa e Responsabile di Branca presso i Poliambulatori San Raffaele Termini e Tuscolana, come riconoscere le punture di insetto e come comportarsi in caso di reazioni.

 

Quali insetti possono arrecare più fastidio in estate?

“Sono molte le specie di insetti e di aracnidi che possono pungere o mordere, soprattutto in estate. Tra gli insetti pungitori da un lato troviamo gli imenotteri, ossia apidi e vespidi, dall’altro zanzare, pappataci, cimici. Questa prima distinzione è fondamentale perché le punture di imenotteri possono causare reazioni allergiche anche fatali. Gli altri insetti danno reazioni locali a volte anche molto ampie ma pur sempre locali”.

 

Perché dopo una puntura di insetto si ha una micro reazione allergica o un’infiammazione?

“Attraverso la puntura, l'insetto inocula varie componenti biologicamente attive con differenti meccanismi d’azione e relative manifestazioni cliniche. Possiamo distinguere l’amine biogene, un basso peso molecolare che può causare dolore, vasodilatazione locale e aumentata permeabilità vascolare (istamina); i peptidi, ossia effetti citotossici, emolitici e neurotossici (chinine, peptide chemiotattico e mellitina); e sostanze ad alto peso molecolare, gli allergeni principali del veleno (fosfolipasi A e B e ialunoridasi). Quest’ultime sono responsabili dello sviluppo di reazioni allergiche anche gravi in individui suscettibili”.

 

Qual è la differenza fra reazioni cutanee localizzate e le reazioni sistematiche?

“Le reazioni locali sono molto comuni e assolutamente normali; comportano arrossamento e lieve gonfiore. Mentre le reazioni allergiche alle punture si distinguono in locali estese e sistemiche. Le reazioni locali estese, che interessano dal 2,4% al 26% della popolazione generale, si manifestano come arrossamenti e/o gonfiore in sede di puntura con un diametro superiore ai 10 cm e una durata che supera le 24 ore.

Le reazioni allergiche sistemiche, dall’1% all’8,9% dei casi, solitamente insorgono entro un’ora dalla puntura e possono manifestarsi con uno o più sintomi quali: orticaria (bolle anche in sedi diverse da quella della puntura), malessere, edema, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, dispnea, confusione mentale, abbassamento della pressione sanguigna, perdita di coscienza fino ad arrivare allo shock anafilattico”.

 

In caso di puntura a cosa è giusto prestare attenzione?

“In caso di puntura di un qualche imenottero, è importante rimuovere immediatamente (entro 20 secondi) il pungiglione e applicare nella zona colpita qualcosa di freddo, ad esempio del ghiaccio.  

Se la reazione ha richiesto una valutazione/terapia in pronto soccorso o è stata importante e classificata come allergica va pianificata una visita specialistica”.

 

Quali sono gli effetti immediati in un soggetto allergico? Di fronte a quali sintomi bisogna recarsi al Pronto Soccorso?

“Le principali reazioni allergiche alla puntura degli imenotteri sono l’orticaria, ossia un’eruzione cutanea con prurito; l’ angioedema che si manifesta con gonfiore sottocutaneo, spesso sul volto, palpebre e labbra; l’edema della glottide, che consiste in un rigonfiamento del laringe all'altezza delle corde vocali, che può impedire anche del tutto il passaggio dell'aria; l’asma, ossia il restringimento improvviso, anomalo e persistente dei bronchi dovuto a spasmo della parete bronchiale e abbondante secrezione dì muco; e infine, lo shock anafilattico, un grave calo di pressione marcato e persistente”.

 

Esistono degli esami per scoprire se si è allergici alle sostanze irritanti rilasciate dalle punture degli insetti più comuni?

“Certo, l'allergologo procede con una dettagliata anamnesi – al fine di identificare l’insetto pungitore e valutare l’entità della reazione. La diagnosi di allergia al veleno di imenotteri si basa su test cutanei in vivo e in vitro. Attraverso il dosaggio delle IgE specifiche per singolo imenottero o per le sue componenti molecolari si può valutare una sensibilizzazione allergica verso il veleno di una o più specie”. 

 

Quali sono i principali trattamenti?

“In caso di una reazione locale oltre al ghiaccio, si può somministrare un antistaminico per bocca e applicare una pomata cortisonica localmente. Il medico, se necessario, prescriverà una terapia antinfiammatoria a base di cortisone per bocca per pochi giorni. 

In caso di reazione allergica grave - anafilattica - è essenziale somministrare il prima possibile e in maniera corretta una dose di adrenalina da ripetere se necessario.
L'allergologo consiglierà il tipo di adrenalina a pronto impiego che va somministrata specie in condizioni di maggiore rischio e istruirà su come utilizzarla correttamente. Esistono preparazioni di adrenalina a forma di penna che, premute sulla cute inoculano automaticamente il farmaco e sono particolarmente utili per intervenire in modo rapido ed efficace.

L'immunoterapia desensibilizzante consiste, invece, nella inoculazione sottocutanea di dosi crescenti del veleno di imenottero a cui il paziente è sensibilizzato. Si tratta di una procedura non priva di rischi che va condotta in un centro allergologico specializzato, in grado di condurre la vaccinazione in completa sicurezza”. 

 

Alcuni consigli utili: 

  • Se un imenottero ronza attorno non cercare di scacciarlo, ma restare immobili e calmi ed evitare movimenti bruschi.
  • Non lasciare scoperti alimenti, bibite in lattina.
  • Stare distanti da frutteti, vigne durante la vendemmia, bancarelle di pesce o frutta o alimenti dolci.
  • Non usare profumi, lacca o essenze odorose.
  • Non indossare abiti a colori accesi.
  • Se state all’aria aperta in luoghi e in periodi a rischio indossare magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi; non camminare scalzi.
  • Indossare guanti e casco in bicicletta o in moto.
  • Applicare le zanzariere alla finestra di casa.
  • Evitare i lavori in giardino o campagna: al più indossare guanti da lavoro e vestirsi adeguatamente.
  • Provvedere a identificare e far distruggere con cura tutti i nidi nei pressi della propria casa impiegando personale specializzato.
  • Conservare con cura e ben chiusi i rifiuti domestici, provvedere con attenzione al loro smaltimento; evitare le aree adibite alla loro raccolta.
  • In caso di attacco di uno sciame di api o vespe cercare riparo (al chiuso, o sotto un cespuglio, o in acqua a seconda delle circostanze).
  • Accertarsi di avere sempre con sé i farmaci di emergenza (in particolare la adrenalina autoiniettabile se la reazione è stata grave) e controllare la loro data di scadenza.
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